
Il caffè cresce nella fascia tropicale, tra il 25°
parallelo nord e il 30° parallelo sud, con temperatura media
tra i 18 e i 24°C. Non esiste il rischio di gelate ne di
eccessivo calore e le piogge cadono abbondanti, ma in periodi ben
distinti da quelli secchi.
Le piante, che fin dalla nascita vanno
seguite, curate, irrorate e potate frequentemente, diventando
produttive dopo 3/4 anni e lo saranno per altri 20. Dato il clima
costante si hanno piú fioriture durante l’anno.
Dalla fioritura alla piena maturazione del frutto trascorrono circa
sette mesi. Poichè dopo ogni precipitazione le piante
fioriscono accade spesso che sulla medesima pianta si trovino fiori con
livelli di maturazione molto diversi e questo crea considerevoli
problemi nella raccolta e nella conseguente certezza di avere un
prodotto di qualità costante.
I frutti non maturano contemporaneamente, ma nell'arco di un lungo
periodo dell'annata, a causa delle condizioni climatiche e dalle
regioni in cui sorgono le piantagioni.
Ci sono due sistemi di raccolta: il picking e lo stripping.
Il picking è completamente manuale. Consiste nel raccogliere
dagli arbusti solo le ciliegie rosse perfettamente mature ed
é sicuramente più costoso, ma garantisce una
migliore qualità media del prodotto.
Lo stripping è molto più rapido. Nel periodo di
maturazione si sgranano con le mani, o con apposite macchine, gli
interi grappoli. I frutti cadono a terra e vengono raccolti molto
velocemente, però finiscono nei cesti chicchi acerbi o altri
troppo maturi, sia per ridurre il costo di un nuovo turno di raccolta,
sia per evitare che esse vengano attaccate dal parassita Stephanoderes
coffeæ, ed il contatto con il terreno favorisce la
contaminazione di batteri che ne provocano la fermentazione.
La tecnica odierna ha realizzato degli appropriati macchinari (usati
nelle più estese coltivazioni), che provvedono
automaticamente alla raccolta. Si tratta di grossi cingolati, guidati
dall'uomo, fatti passare al di sopra di ogni filare di arbusti, che
durante il passaggio scuotono e raccolgono le drupe.
La varietà e la quantità del raccolto varia da
zona a
zona, ma in linea indicativa il raccolto oscilla da 2 a 6/7 quintali di
prodotto mercantile per ettaro.
L'estrazione dei chicchi dai frutti viene effettuata entro
pochi giorni dal raccolto eliminando la polpa e la pellicola.
Anche qui esistono due metodi:
Il metodo a secco, attraverso il quale i frutti raccolti vengono fatti
asciugare in essiccatori ad una temperatura di 54 - 60° C., o
direttamente al sole (Sundrying) e poi passati in macchine
sgusciatrici: esso dà origine ai caffè naturali.
il metodo ad umido, mediante il quale le bacche vengono fatte macerare
in grossi serbatoi d'acqua: da cui il nome di caffé lavati o
"milds".
I caffè così ottenuti, "naturali" o "lavati",
vengono poi
calibrati in base alla loro grandezza e selezionati in modo da
eliminare i chicchi avariati (stinkers) che possono rovinare la
qualità del prodotto.
Il crudo ottenuto in seguito ai suddetti trattamenti, viene
classificato sulla base di vari criteri, differenti a seconda dei paesi
d'origine (per esempio, in base alla forma del chicco, al taglio
centrale, alla densità, al suo colore, al sapore).
La qualità della miscela dipende da una serie di controlli
tecnologicamente avanzati e dalla conoscenza di anni ed anni di lavoro
ed esperienza. Il controllo sulla qualità di una partita di
crudo viene effettuata da chi lo acquista, attraverso un'analisi
chimica delle componenti organolettiche dei chicchi e attraverso la
degustazione di campioni già torrefatti.
In generale, comunque, non è possibile esprimere un giudizio
assoluto sulla qualità del caffè, basandosi
esclusivamente sulla provenienza del crudo o sulla discriminazione tra
caffè naturali e caffè lavati.